"Una prova di democrazia in tempo in crisi" è il titolo della ricerca, curata da Fondazione Moressa e mons. Longoni con il coinvolgimento di numerosi soggetti socio-economici del territorio.
Una Tavola Rotonda con i rappresentanti di istituzioni locali, organizzazioni e realtà associative si è tenuta venerdì 5 febbraio presso il Centro pastorale card. Urbani.
Lo studio è stato raccolto in una pubblicazione edita da Marcianum Press.
Una prova di DEMOCRAZIA in tempo di crisi
- 5 Febbraio 2010
Nella società ogni soggetto economico e associativo è portatore di interessi. Ma proprio perché molteplici, gli interessi sono disposti di rado a incontrarsi e spesso a configgere. Le realtà imprenditoriali, sindacali, professionali, cooperative e formative si rivolgono perciò al potere politico perché si adoperi ad agevolare e garantire il raggiungimento del loro bene particolare. Questo produce una sorta di "dipendenza servilistica" reciproca fra i portatori di interesse e la politica stessa. La pratica del governo abdica, così, il suo ruolo che dovrebbe essere di costruttore del bene comune delle persone.
Accade che le singole amministrazioni assumano questa delega democratica e la gestiscono in proprio assecondando ora l'una e ora l'altra delle parti in causa. Per quanto poi il cittadino si lamenti, non si veda rappresentato e denunci con il disinteresse e apatia il suo distacco, viene a lui fatto intendere: questa è la politica! Si può tentare un percorso alternativo?
L'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro del Patriarcato, con l'apporto scientifico dell'Istituto di ricerca della Fondazione "Moressa" e sulla base dell'apporto impegnativo e ininterrotto della rete delle realtà socio economiche costituita da oltre tre anni, ci ha provato e intende offrire un modo diverso di fare "la" politica a partire dalla società intesa come soggetto. Una società, cioè, che non solo chiede ma che propone; che non solo delega ma si assume responsabilità in proprio; che non si interpreta come puro serbatoio di consenso ma vuole essere protagonista del proprio territorio.
L'incontro che si è tenuto al "Centro pastorale Card. Urbani di Zelarino" si fonda sulla democrazia deliberativa. E' un metodo che già in altri Paesi è presente e opera in modo riconosciuto, ma da noi stenta a trovare riscontro operativo. Attuandolo, i principali attori economici e sociali delle nostra provincia hanno fatto proprio uno stile di confronto e scambio per individuare assieme i punti di forza delle nostra provincia per uscire da una crisi che va interpretata come straordinaria occasione di riflessione e cambiamento.
Tra questi, spiccano il capitale sociale, una programmazione condivisa e alcuni punti di impegno concreto a breve termine che si intendono attuare sinergicamente.
Si desidera farli conoscere al nostro territorio, in particolare alle istituzioni che si stanno preparando ad una importante tornata elettorale amministrativa, ma anche ad altri soggetti, che vogliano aggregarsi all'esperienza di questo tavolo di lavoro e a ogni cittadino, che voglia parteciparvi con le sue proposte.
I principali attori economici e sociali della
provincia di Venezia, attraverso processi
deliberativi promossi dalla Pastorale Sociale e
del Lavoro del Patriarcato di Venezia e guidati
dalla Fondazione Leone Moressa di Mestre,
hanno contribuito e continuano a contribuire
insieme attraverso intuizioni, invenzioni e
azioni quotidiane alla ricerca di soluzioni dei
problemi di persone, famiglie e di imprese
provocati dalla crisi economico-finanziaria,
facendosi veri e propri attori di politiche. Essi
si assumono di conseguenza l'impegno di
realizzare per primi quanto propongono o di
contribuire al miglioramento di quanto già
esiste. In questa occasione chiedono alla
politica di prendere atto di questa disponibilità
all'azione e di essere partecipe di una trama
da costruire insieme per lo sviluppo territoriale
e locale.
Queste le proposte emerse grazie a tale
metodo innovativo di confronto e di ricerca che porta tali attori a continuare nella collaborazione,
confrontandosi con le competenze e
le capacità di ciascuno, per migliorare la
qualità delle azioni concrete esistenti o future creando in tal modo uno stile aperto ad altri
soggetti che fossero interessati: