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Premio Laudato Si’ 2021

La rete Pastorale Sociale e del Lavoro del Patriarcato di Venezia promuove anche per quest’anno il PREMIO “LAUDATO SI’”, volto a premiare tesi di laurea aventi per oggetto “temi legati al
lavoro con particolare interesse all’area metropolitana veneziana”. Il concorso è rivolto a laureati (laurea magistrale) e post laureati (master) che non abbiano compiuto 35 anni alla data del 30 giugno 2021. Primo premio: 1.000 euro.

La domanda va presentata tramite posta elettronica all’indirizzo premiolaudatosi@gmail.com

con oggetto CANDIDATURA PREMIO “LAUDATO SI’”

SCADENZA: 31 LUGLIO 2021

Allegati: 

BANDO 2021

Modulo di partecipazione

A1_DOMANDA

Premio Laudato Si’ 2018

Si comunica che i termini di presentazione del bando LAUDATO SI sono scaduti, si ringrazia tutti i partecipanti al bando.

È stata inviata una email di conferma ricezione documenti ai partecipanti, se avete partecipato al bando e non avete ricevuto l’email, vi preghiamo di contattare lo 041/610734 per maggiori chiarimenti.

Ai primi di novembre verrà comunicato il vincitore del bando

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Seconda edizione del concorso rivolto alle tesi di laurea dei giovani veneziani. Sono invitati a partecipare laureati di Ca’ Foscari e IUAV che negli ultimi tre anni abbiano discusso tesi su temi ambientali legati a Venezia.

La Rete della Pastorale Sociale del Patriarcato riconoscerà al vincitore un premio di 1.000 euro.

Premio Laudato Si’

cq5dam-web-1280-1280La Rete della Pastorale Sociale e del Lavoro del Patriarcato di Venezia indice la prima edizione del PREMIO “LAUDATO SI’” – VENEZIA: I GIOVANI PER L’AMBIENTE,

volto a premiare tesi di laurea magistrale o master aventi per oggetto “temi ambientali legati ad aziende del territorio del Comune di Venezia” con una borsa di studio 1.000,00 euro.

Il premio si pone come un riconoscimento “verso chi lavora per la protezione della casa comune, in un’ottica di solidarietà universale e sviluppo sostenibile e integrale”.

Per partecipare al premio basta compilare la domanda di partecipazione ed inviarla a psl.ve@patriarcatovenezia.it entro il 30 giugno 2017.

 

PERSONE E TERRITORIO: Richieste di progettualità e senso civico

Al termine di un percorso annuale di formazione e di riflessione sul tema della Destinazione Universale dei Beni, la Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato del Patriarcato di Venezia, presenta i risultati del lavoro svolto insieme ai partecipanti della RETE – principali attori della società civile (rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria e volontariato, sindacati, istituti di ricerca, ecc.) – sul tema del rapporto tra persona e territorio, formulando proposte per la rinascita della città.

L’incontro si terrà venerdì 22 maggio alle ore 20,30 presso il Centro Urbani – via Visinoni, 4/c – 30174 Zelarino-Mestre (VE) (con parcheggio) alla presenza dei candidati sindaco ai quali, dopo una breve presentazione del lavoro svolto da parte della Fondazione Leone Moressa, verranno poste alcune domande emerse dopo un anno di confronto fra i vari partecipanti al tavolo della RETE sulle necessità più urgenti del territorio, questo anche in vista del compito del nuovo Sindaco eletto che dovrà confrontarsi con le urgenze di una città Metropolitana, territorio molto più esteso. Importante la partecipazione dei cittadini.

Lavoro è vita

“Lavoro è vita”: una veglia

 

 

“Lavoro è vita. Il dono dello Spirito a sostegno del lavoro”: è un intreccio singolare e provvidenziale quello che lega quest’anno la veglia diocesana per il mondo del lavoro all’invocazione speciale dello Spirito Santo che la liturgia della Chiesa pone, in pratica, nello stesso momento. L’appuntamento, infatti, si è svolto la sera di sabato 18 maggio, vigilia di Pentecoste, presso la chiesa parrocchiale di Gesù Lavoratore a Marghera, alla presenza del Patriarca mons. Francesco Moraglia. Ha offerto l’opportunità di chiedere con particolare forza il rinnovato dono dello Spirito Santo sulle persone e sulle realtà del lavoro, spesso così duramente provate – anche nel nostro territorio veneziano – dall’attuale crisi e sempre alla ricerca di speranze e buone prospettive per il futuro.

Possibilità di cambiamento
«Per ripartire con speranza, anche nel mondo del lavoro, dobbiamo cominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno” – osserva mons. Fabio Longoni, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro – con la consapevolezza che, soprattutto in questo territorio veneziano, esistono possibilità di cambiamento e di trasformazioni positive. Il nostro è un territorio particolarissimo e le sue potenzialità sono molto più forti dei punti di debolezza. E c’è la buona volontà, mi pare, da parte delle nostre istituzioni politiche e delle organizzazioni economiche e sociali, di remare insieme perché, ormai, si è compreso che bisogna fare insieme e bisogna che vadano in porto finalmente dei nuovi progetti su queste aree».
Ecco, tra l’altro, l’importanza del percorso svolto in questi mesi dalla “rete” di soggetti economico-sociali del territorio veneziano coordinati dalla Pastorale sociale e del lavoro per creare strumenti concreti in grado di ricollocare e dare nuove prospettive lavorative a chi era sinora impegnata in realtà aziendali in crisi ma che possono, opportunamente, dare un fattivo contributivo alla ripartenza di quest’area e rimettere in circolo competenze e professionalità acquisite in questi anni.

Il segnale di Papa Francesco 
«In questo periodo, poi, colpisce molto – aggiunge ancora mons. Longoni – la forza attrattiva e la speranza che sta suscitando, anche in chi si definisce non credente, Papa Francesco e il desiderio di vederlo ed incontrarlo perché c’è bisogno di essere ascoltati e si ha la percezione chiara che quest’uomo è vicino, è con le persone, è un vero referente». Anche dal Veneziano un nutrito gruppo di lavoratori di aziende in crisi, capitanati da quelli della Ditec di Quarto d’Altino, si sta mobilitando e sta programmando di partecipare – all’inizio di giugno – all’udienza settimanale del mercoledì e, chissà, riuscire ad avvicinare Papa Francesco e ricevere il suo saluto ed incoraggiamento. Ad accompagnare i lavoratori a Roma, dal Santo Padre, potrebbero andare anche alcuni rappresentanti delle istituzioni locali e delle organizzazioni economiche e sociali.

Testimonianza, ascolto, preghiera
“Lavoro è vita. Il dono dello Spirito a sostegno del lavoro” è, appunto, il motto che accompagnerà la veglia diocesana di quest’anno e che avrà anche un momento di preghiera e di ricordo per le vittime sul lavoro (nella chiesa di Gesù Lavoratore c’è proprio un altare tutto dedicato a loro). Sono previste alcune testimonianze: racconti che partiranno, certo, da situazioni di fatica e difficoltà ma che metteranno in rilievo anche e soprattutto i segni di speranza e di costruzione di una nuova città “per l’uomo/ a misura d’uomo” già oggi presenti. E poi ci sarà un momento di ascolto della Parola con la riflessione del Patriarca e, infine, l’espressione di alcune intenzioni di preghiera legate al mondo del lavoro.
Fedeli, comunità parrocchiali, realtà associative e movimenti ecclesiali sono particolarmente invitati a partecipare per dare ancora maggiore forza all’invocazione che il mondo del lavoro eleverà allo Spirito Santo per ricevere in abbondanza i suoi doni, quantomai preziosi e necessari.

Alessandro Polet

Veglia del Lavoro 2012

Il piazzale esterno dello stabilimento Ditec di Quarto d’Altino (Venezia) ha ospitato la veglia diocesana per il mondo del lavoro la sera di giovedì 10 maggio con la presenza del Patriarca mons. Francesco Moraglia.

 

La realtà imprenditoriale – situata in via Pascoli 50, di proprietà della multinazionale svedese Assa Abloy e specializzata nella produzione di porte ed ingressi industriali e residenziali – è alle prese con una delicatissima situazione (e vertenza) aziendale che – a causa dell’annunciata prospettiva di “delocalizzazione” della produzione e dei conseguenti “esuberi” – sta mettendo a repentaglio una larghissima parte dei circa 130 posti di lavoro oggi esistenti nello stabilimento di Quarto.
“Senza entrare nel merito della vertenza aziendale in corso in questo momento – spiega don Marco De Rossi, vicedirettore della Pastorale sociale e del lavoro del Patriarcato che ha promosso e organizzato l’iniziativa – e in accordo con la dirigenza locale della fabbrica, abbiamo deciso di realizzare la veglia proprio nell’area aziendale della Ditec, come segno concreto di solidarietà e vicinanza a chi sta vivendo un momento di grande sofferenza e incertezza. Ma non vogliamo dimenticare tutte le altre realtà (e non sono poche) del territorio veneziano che stanno vivendo uno stato di crisi e di difficoltà. Non vogliamo dimenticare nessuno in questo che sarà, essenzialmente e come nel passato, un momento di preghiera per tutto il mondo del lavoro. Anche per coloro che sono morti durante e a causa del lavoro”.

 

RASSEGNA STAMPA