PERSONE E TERRITORIO: Richieste di progettualità e senso civico

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incontro candidati sindaco 2015 - 3 Al termine di un percorso annuale di formazione e di riflessione sul tema della Destinazione Universale dei Beni, la Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato del Patriarcato di Venezia, presenta i risultati del lavoro svolto insieme ai partecipanti della RETE – principali attori della società civile (rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria e volontariato, sindacati, istituti di ricerca, ecc.) – sul tema del rapporto tra persona e territorio, formulando proposte per la rinascita della città. L’incontro si terrà venerdì 22 maggio alle ore 20,30 presso il Centro Urbani – via Visinoni, 4/c – 30174 Zelarino-Mestre (VE) (con parcheggio) alla presenza dei candidati sindaco ai quali, dopo una breve presentazione del lavoro svolto da parte della Fondazione Leone Moressa, verranno poste alcune domande emerse dopo un anno di confronto fra i vari partecipanti al tavolo della RETE sulle necessità più urgenti del territorio, questo anche in vista del compito del nuovo Sindaco eletto che dovrà confrontarsi con le urgenze di una città Metropolitana, territorio molto più esteso. Importante la partecipazione dei cittadini.

Quali giovani per quale futuro?

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rete-incontro21apr2012 DALLA FORMAZIONE ALL’OCCUPAZIONE: I GIOVANI VISTI DAL MONDO DEL LAVORO:  
SABATO 21 APRILE 2012, ORE 9.30 Auditorium della Provincia (Via Forte Marghera 191, Mestre) Parcheggio in Via Hermada (a senso unico)  accesso da viale S. Marco
                           

Lavoro è vita

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lavoro è vita “Lavoro è vita”: una veglia     “Lavoro è vita. Il dono dello Spirito a sostegno del lavoro”: è un intreccio singolare e provvidenziale quello che lega quest’anno la veglia diocesana per il mondo del lavoro all’invocazione speciale dello Spirito Santo che la liturgia della Chiesa pone, in pratica, nello stesso momento. L’appuntamento, infatti, si è svolto la sera di sabato 18 maggio, vigilia di Pentecoste, presso la chiesa parrocchiale di Gesù Lavoratore a Marghera, alla presenza del Patriarca mons. Francesco Moraglia. Ha offerto l’opportunità di chiedere con particolare forza il rinnovato dono dello Spirito Santo sulle persone e sulle realtà del lavoro, spesso così duramente provate – anche nel nostro territorio veneziano – dall’attuale crisi e sempre alla ricerca di speranze e buone prospettive per il futuro. Possibilità di cambiamento «Per ripartire con speranza, anche nel mondo del lavoro, dobbiamo cominciare a guardare il bicchiere mezzo pieno” – osserva mons. Fabio Longoni, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro – con la consapevolezza che, soprattutto in questo territorio veneziano, esistono possibilità di cambiamento e di trasformazioni positive. Il nostro è un territorio particolarissimo e le sue potenzialità sono molto più forti dei punti di debolezza. E c’è la buona volontà, mi pare, da parte delle nostre istituzioni politiche e delle organizzazioni economiche e sociali, di remare insieme perché, ormai, si è compreso che bisogna fare insieme e bisogna che vadano in porto finalmente dei nuovi progetti su queste aree». Ecco, tra l’altro, l’importanza del percorso svolto in questi mesi dalla “rete” di soggetti economico-sociali del territorio veneziano coordinati dalla Pastorale sociale e del lavoro per creare strumenti concreti in grado di ricollocare e dare nuove prospettive lavorative a chi era sinora impegnata in realtà aziendali in crisi ma che possono, opportunamente, dare un fattivo contributivo alla ripartenza di quest’area e rimettere in circolo competenze e professionalità acquisite in questi anni. Il segnale di Papa Francesco  «In questo periodo, poi, colpisce molto – aggiunge ancora mons. Longoni – la forza attrattiva e la speranza che sta suscitando, anche in chi si definisce non credente, Papa Francesco e il desiderio di vederlo ed incontrarlo perché c’è bisogno di essere ascoltati e si ha la percezione chiara che quest’uomo è vicino, è con le persone, è un vero referente». Anche dal Veneziano un nutrito gruppo di lavoratori di aziende in crisi, capitanati da quelli della Ditec di Quarto d’Altino, si sta mobilitando e sta programmando di partecipare – all’inizio di giugno – all’udienza settimanale del mercoledì e, chissà, riuscire ad avvicinare Papa Francesco e ricevere il suo saluto ed incoraggiamento. Ad accompagnare i lavoratori a Roma, dal Santo Padre, potrebbero andare anche alcuni rappresentanti delle istituzioni locali e delle organizzazioni economiche e sociali. Testimonianza, ascolto, preghiera “Lavoro è vita. Il dono dello Spirito a sostegno del lavoro” è, appunto, il motto che accompagnerà la veglia diocesana di quest’anno e che avrà anche un momento di preghiera e di ricordo per le vittime sul lavoro (nella chiesa di Gesù Lavoratore c’è proprio un altare tutto dedicato a loro). Sono previste alcune testimonianze: racconti che partiranno, certo, da situazioni di fatica e difficoltà ma che metteranno in rilievo anche e soprattutto i segni di speranza e di costruzione di una nuova città “per l’uomo/ a misura d’uomo” già oggi presenti. E poi ci sarà un momento di ascolto della Parola con la riflessione del Patriarca e, infine, l’espressione di alcune intenzioni di preghiera legate al mondo del lavoro. Fedeli, comunità parrocchiali, realtà associative e movimenti ecclesiali sono particolarmente invitati a partecipare per dare ancora maggiore forza all’invocazione che il mondo del lavoro eleverà allo Spirito Santo per ricevere in abbondanza i suoi doni, quantomai preziosi e necessari. Alessandro Polet

Veglia del Lavoro 2012

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foto Ditec Il piazzale esterno dello stabilimento Ditec di Quarto d’Altino (Venezia) ha ospitato la veglia diocesana per il mondo del lavoro la sera di giovedì 10 maggio con la presenza del Patriarca mons. Francesco Moraglia.

  La realtà imprenditoriale – situata in via Pascoli 50, di proprietà della multinazionale svedese Assa Abloy e specializzata nella produzione di porte ed ingressi industriali e residenziali – è alle prese con una delicatissima situazione (e vertenza) aziendale che – a causa dell’annunciata prospettiva di “delocalizzazione” della produzione e dei conseguenti “esuberi” – sta mettendo a repentaglio una larghissima parte dei circa 130 posti di lavoro oggi esistenti nello stabilimento di Quarto. “Senza entrare nel merito della vertenza aziendale in corso in questo momento – spiega don Marco De Rossi, vicedirettore della Pastorale sociale e del lavoro del Patriarcato che ha promosso e organizzato l’iniziativa – e in accordo con la dirigenza locale della fabbrica, abbiamo deciso di realizzare la veglia proprio nell’area aziendale della Ditec, come segno concreto di solidarietà e vicinanza a chi sta vivendo un momento di grande sofferenza e incertezza. Ma non vogliamo dimenticare tutte le altre realtà (e non sono poche) del territorio veneziano che stanno vivendo uno stato di crisi e di difficoltà. Non vogliamo dimenticare nessuno in questo che sarà, essenzialmente e come nel passato, un momento di preghiera per tutto il mondo del lavoro. Anche per coloro che sono morti durante e a causa del lavoro”.   RASSEGNA STAMPA

lancio ULTRA

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ultra-3sett2011

Il Patriarca Scola lancia le Unità di lavoro per la transizione

In una società in transizione è doveroso, per la Chiesa, mettere insieme le energie positive per «il buon governo» del territorio. Magari creando anche opportunità nuove di formazione dei laici all’azione politica, dopo aver praticato quella sociale. È il senso che il cardinale Angelo Scola, arcivescovo eletto di Milano e amministratore apostolico di Venezia, dà alle «Unità di lavoro per la transizione», «Ultra» in sigla, costituite ufficialmente con un decreto illustrato da monsignor Fabio Longoni, delegato patriarcale per l’azione sociale.

Le prime due Unità sono attive a Venezia e sul Litorale. «È il tentativo – ha spiegato Scola – di creare collegamenti intelligenti fra le diverse realtà del territorio», a partire ovviamente dalla comunità cristiana e da quanto sa promuovere in campo sociale e culturale. «Non si tratta né di centri sociali né di centri culturali, ma di una realtà nuova, non calata dall’alto, puntualmente operativa (quindi non un chiacchieratoio), per dar modo ai diversi protagonisti, cattolici e laici, di muoversi insieme “nella transizione”, proponendo “la vita buona dentro una società plurale” che è la premessa anche di “un buon governo”».

Longoni ha fissato dei paletti: dall’identità relazione al riconoscimento reciproco, alla comunione dentro l’esperienza ecclesiale ma anche con quella civile. Con queste condizioni, però, l’apertura, ha raccomandato Scola, dev’essere a 360 gradi, perché le «Ultra» devono essere «realtà assolutamente dinamiche», magari anche una diversa dall’altra per meglio corrispondere alle esigenze di rigenerazione della popolazione del posto.

Per il cardinale, questa, in sostanza, «sarà una nuova modalità di articolare della dimensione missionaria della vita ecclesiale del patriarcato». Numerosi i sacerdoti e laici che hanno partecipato all’incontro di presentazione a Zelarino: preti dei vicariati, laici impegnati a titolo diverso nei centri culturali o nel mondo sociale, economico e del lavoro sul territorio, responsabili e referenti di uffici diocesani. Scola li ha sollecitati ad attivarsi rapidamente e, al tempo stesso, li ha rassicurati precisando che le «Ultra non vanno a sopprimere nulla dell’esistente», semmai a rigenerarlo».

Press kit

  • Presentazione Ultra – guarda 
  • Patriarcato di Venezia – leggi
  • Agenzia Stampa Quotidiana – leggi 
  • TGR Veneto  – edizione delle 19:30 sabato 3 settembre 2010 – guarda